10 Marzo 2022

Metaverso conquista subito l’attenzione e gli investimenti delle Big Tech che cercano nuovi ambiti di espansione nel campo della realtà virtuale parallela

Home > Novità dal mondo Nethex > Metaverso conquista subito l’attenzione e gli investimenti delle Big Tech che cercano nuovi ambiti di espansione nel campo della realtà virtuale parallela

Metaverso conquista subito l’attenzione e gli investimenti delle Big Tech che cercano nuovi ambiti di espansione nel campo della realtà virtuale parallela

Il Metaverso ha già smesso di essere considerato un ‘gioco’, per diventare rapidamente una nuova dimensione del virtuale che per quanto ‘in progress’ fa intuire potenzialità tra le più disparate. La storia è appena agli inizi, il termine trafugato dalla fantasia di Neal Stephenson nel libro di fantascienza “Snow Crash”, è stato lanciato il 28 ottobre dello scorso anno quando Mark Zuckerberg si è appropriato del concetto di Metaverso come prossima dimensione di internet. Un primo investimento da 10 miliardi di dollari e 10mila persone in start up e così l’ideatore di Facebook ha dapprima cambiato nome alla sua creatura trasformandola in Meta, proprio per dare anche un nome alla nuova dimensione. Ovvero un crocevia non ancora del tutto definito che mescola internet, realtà virtuale, realtà aumentata, entertainment, gaming, con l’esplicita intenzione di integrare mondo reale e digitale.

L’effetto è stato immediato e già diverse aziende hanno creato al loro interno divisioni per ripensare interi processi aziendali. Facebook per prima ha programmato migliaia di assunzioni in Europa, Italia compresa, nei prossimi cinque anni e le altre Big Tech non hanno perso tempo, si è sicuramente mossa Microsoft che oltre ai videogiochi possiede una delle più grandi infrastrutture di cloud computing del mondo. Il gruppo può accogliere e trasmettere online contenuti e servizi alle imprese e agli utenti, ospitare formazione in realtà aumentata, ambienti per le videoconferenze e strumenti via via più affinati per lavorare a distanza. A gennaio Microsoft ha realizzato la più grande acquisizione della sua storia rilevando le attività del colosso del gaming Blizzard per 69 miliardi e il numero uno Satya Nadella ha commentato l’operazione come “la forma di intrattenimento più grande e in più rapida crescita, e mentre i mondi digitali e fisici si uniscono, giocherà un ruolo fondamentale nello sviluppo di piattaforme del metaverso”. Nvidia, leader mondiale delle schede grafiche ha subito presentato Nvidia Omniverse, una piattaforma aperta alle aziende per la simulazione fisica dove poter creare e gestire algoritmi di intelligenza artificiale. E altri metaversi si stanno aggiungendo alla partita, sistemi proprietari di diverse aziende della Silicon Valley dove le attività e le transazioni sono certificate dalla blockchain. Tra questi certamente anche i videogiochi con i mondi virtuali condivisi nei quali gli utenti connessi in rete giocano, ma creano anche attività di trasferimento della proprietà di oggetti virtuali che possono essere scambiati e venduti.

Qualcomm, società statunitense di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni senza fili, ha annunciato di aver aperto gli Extended Reality (XR) Labs in Europa, dove è già presente un’importante community di realtà aumentata e virtuale. Gli XR Labs concentreranno le attività sullo sviluppo delle tecnologie chiave come il tracking avanzato delle mani e il controllo dei gesti, i servizi di mappatura 3D e localizzazione, le esperienze multiutente e il riconoscimento delle immagini. Gli analisti finanziari americani sono poi sicuri che tra i maggiori beneficiari dell’espansione del Metaverso saranno le imprese operanti nel settore dei chip. L’apporto dei semiconduttori si profila come determinante per abbattere i muri tecnologici come la potenza di calcolo e aprire scenari ad oggi sconosciuti nel campo della realtà virtuale parallela di cui probabilmente si vedranno tutti gli effetti di trasformazione solo tra qualche anno.