20 Settembre 2022

La città intermedie: un gateway che per gli investitori si impone come alternativa a Milano e Roma grazie anche alla spinta dei fondi europei

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                       La città intermedie: un gateway che per gli investitori si impone come alternativa a Milano e Roma grazie anche alla spinta dei fondi europei

Da anni primeggiano in tutte le classifiche di qualità della vita e di opportunità economiche, il loro sviluppo è costante e desta poco clamore. Troppo poco probabilmente, le città intermedie italiane si stanno affermando come alternativa a Milano e Roma per i grandi investitori internazionali e sembrano più dinamiche e capaci di intercettare i benefici dei fondi Pnrr e Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la qualità dell’abitare). Un insieme di fattori che aumenta progressivamente il loro valore, Kroll Real Estate advisory group ha analizzato diverse occasioni di investimento e di crescita. In alcuni casi poi si tratta di città che sono un vero e proprio brand mondiale come Firenze Venezia al top per l’hospitality, ma le ‘secondary cities’ che spiccano per il loro potenziale di crescita sono anche Verona, Bergamo, Bari, Genova, Bologna, Torino per diversi indicatori e moltiplicatori. Proprio il capoluogo piemontese sembra avere una posizione privilegiata, dove il reddito medio pro capite degli abitanti è al di sopra della media degli altri capoluoghi e stessa cosa riguarda il numero di famiglie rapportate alla densità della popolazione. Elementi ottimali per proiettare una previsione di investimenti immobiliari futuri nel settore living. Ma non solo, a spingere in alto Torino anche rete dei corridoi Tent-T, le reti Transeuropee dei Trasporti e delle infrastrutture ferroviarie. Ed inoltre i progetti di rigenerazione urbana che l’hanno portata a raccogliere finanziamenti per circa 60 milioni di euro tra fondi Pnrr e Pinqua, tali da proiettare la città al top per gli investimenti nel medio e lungo termine. 

I progetti di rigenerazione urbana vanno molto bene anche a Bologna, Firenze, Genova e Verona che hanno acquisito una credibilità in grado di attrarre capitali internazionali; nello studio si fa esplicito riferimento alla riqualificazione del Water front di Levante, dove arriveranno abitazioni di lusso disegnate da Renzo Piano. Oltre ai 240 appartamenti, previsti anche 10-15 mila metri quadrati di uffici, una struttura per l’ospitalità e la riqualificazione del Palasport e un parco urbano di 16mila metri quadrati. A Firenze è partita la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi che punta ad essere un centro nevralgico della città con retail, uffici, case e spazi comuni, oltre alla sede di Polimoda. Grandi capitali affluiscono anche a Verona, i fondi in arrivo sono 60 milioni, 50% del Pnrr e 50% del Pinqua. Atteso poi il completamento dell’Alta Velocità Milano-Venezia che dimezzerà i tempi di collegamento tra Verona e Padova. L’Alta velocità è compresa anche tra i moltiplicatori di Bari: il collegamento tra Napoli e il capoluogo pugliese passerà dalle attuali 4 a 2 ore quando la linea sarà completamente operativa. 

Complessivamente gli investimenti Real estate in Italia fanno guardare con ottimismo alle prospettive future: secondo i dati di fonte Ance a gennaio 2022, dei 108 miliardi di euro destinati ad interventi di interesse nel settore delle costruzioni, l’81 per cento risultano come risorse ‘territorializzate’, una fetta molto rilevante rispetto al restante 19% ancora da territorializzare e che fanno ben sperare sugli effetti che si produrranno a breve in termini di investimenti realizzati. Anche perché la distribuzione geografica dei fondi del Pnrrappare omogenea, con il 43% assegnati alle Regioni del Mezzogiorno, il 41% alle Regioni del Nord e il 16% alle Regioni del Centro. I territori che ospitano i maggiori investimenti sono la Campania con 10,4 miliardi di euro, la Lombardia con 10 miliardi di euro e la Sicilia con circa 8,4 miliardi di euro concentrati globalmente nella Missione 2 ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ (38%) che comprende, tra gli altri, gli interventi attivati attraverso il Superbonus 110% e la Missione 3 ‘Infrastrutture per la mobilità” (31%) che include importanti collegamenti ferroviari in avanzata fase di programmazione.